Carparo

Il Carparo è una pietra salentina calcarenitica. Il suo aspetto granuloso deriva dalla cementazione di sedimenti di roccia calcarea, in ambiente marino.

A differenza della pietra leccese, infatti, questa particolare arenaria viene estratta nelle zone costiere del Salento, prima fra tutte la città di Gallipoli, dove esistono le cave di Carparo più antiche e più grandi, ma soprattutto dalle quali ne proviene la qualità più pregiata.

É proprio in quest’area, denominata Mater Gratiae che viene estratto il materiale utilizzato da Giorgio Angelè Arenarie per realizzare tutti i prodotti in questo materiale in vendita in questo sito.

Questa pietra calcarenitica viene generalmente chiamata “tufo” e si trova per lo più nella zona meridionale del Salento, estratta in profonde cave presenti nel territorio di Alezio, Ugento, Gallipoli.

Proprio perché è formato da vari tipologie di materiali, che gli conferiscono diverse concentrazioni cromatiche, il carparo non è mai omogeneo, è molto assorbente e presenta una grana grossolana che gli dà un aspetto più d’insieme e rustico, senza la possibilità di una lavorazione minuziosa, come nel caso della pietra leccese.

Lampade da Interno

Applique Carparo

60,00

Lampade da esterno

Applique Country

48,0055,00

Lampade da esterno

Applique Curvy Esterno Carparo

50,0060,00

Lampade da Interno

Applique Piccola Carparo

Valutato 5.00 su 5
40,0047,00

Rispetto al “leccisu”, il carparo è più duro e resistente, tanto che la lavorazione può avvenire mediante l’ausilio di scalpello e ascia.

Proprio grazie alla sua resistenza, il carparo viene usato come rivestimento delle facciate esterne degli edifici, soprattutto per quelli vicino al mare e quindi esposti all’azione corrosiva della salsedine.

Questa pietra salentina diventa ancora più affascinante quando, nel tempo, assume un colore grigiastro, dovuto alla diffusione di licheni e efflorescenze sulla sua superficie, che conferiscono agli edifici una connotazione anticata di grande bellezza.

Nel campo edilizio, il carparo è stato molto usato per la costruzione delle “liame”, piccoli edifici rurali tipici del Salento, simili alle pajare o ai trulli.

Le volte di queste semplici casette rettangolari o quadrangolari, costruite mediante l’abile incastro e sovrapposizione di pietre, venivano ricoperte di carparo e pietre tufacee, che le rendevano più resistenti.

Composizione del carparo

Come tutti i materiali 100% naturali, non presenta un aspetto completamente omogeneo e può variare granulometria e sfumatura cromatica a seconda della maggiore o minore concentrazione delle sue componenti chimiche e ai differenti punti di estrazione.

Data la sua composizione, quindi, eventuali difformità di intensità, di colore, di tonalità, o altre caratteristiche visive irregolari, rappresentano un pregio ed una particolarità, in quanto un’assoluta uniformità della pietra sarebbe assolutamente impossibile da raggiungere.

Di frequente capita di trovare sedimentati nella pietra anche fossili o parti di esse, caratteristica che dona ancora più pregio al prodotto e che ne garantisce l’assoluta genuinità e provenienza naturale.

Dove si trova e gli usi

Cattedrale di Santa Agata a Gallipolli realizzata in carparo in era barocca.
Cattedrale di Santa Agata a Gallipolli realizzata in carparo in era barocca.

Utilizzato nell’architettura al pari della pietra leccese, questa arenaria, vede il suo splendore in epoca Barocca, quando le facciate di moltissime chiese ed edifici storici vengono realizzati in carparo, plasmato e modellato a formare ricchissime decorazioni.

Il carparo è stato usato anche come rivestimento di pareti e facciate di chiese, come la Chiesa di Alessano e la Cattedrale di Sant’Agata di Gallipoli, e di palazzi pubblici.

Entrambe le pietre sono utilizzate, anche simultaneamente, nell’edilizia e in architettura, per realizzare elementi decorativi, finiture, rivestimenti, pavimentazioni, oggettistica, ma anche complementi d’arredo.

Non solo dunque piccoli elementi di arredo, ma intere abitazioni realizzati in pietra leccese, che si armonizzano perfettamente col territorio e con la natura circostanze.